Il triste addio alla Lonely Planet

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Sembra quasi si tratti di una sorta di funerale prolungato nel tempo, eppure, nonostante ci si stringa il cuore in una morsa di ricordi, la Lonely Plante va in rovina, con vendite che cadono in picchiata, e  una società ormai ben lontana dai periodi di gloria neanche tanto lontani.

Sembra ieri che la BBC decise di acquistare il 75% della Lonely Planet per acquisirne il controllo completo nel 2011 vedendo nella guida delle guide un patrimonio inestimabile. Sembrano passati secoli, ma la scorsa primavera BBC ha praticamente svenduto Lonely Planet ad un americano del Kentucky a seguito del raggiungimento di un debito di 80 milioni di sterline.

Il risultato di tutto questo è stata una drastica riduzione della redazione, e una forte ricerca di integrazione della versioni tradizionali delle guide di viaggio più famose del mondo con le versioni digitali.

Le guide cartacee vedono le loro vendite in costante discesa, nonostante il picco di vendite si sia avuto solo nel 2008. Sei anni, in questo caso, sembrano scavare un vero solco tra due periodi: uno di gloria e uno invece di rovina.

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Nonostante Lonely Planet negli anni si sia fortemente appoggiata al web, creando una delle community più attive del mondo digitale, è proprio il web che la sta affondando.

Il passaggio, definitivo al web sembra per il momento l’unica via da seguire, ma nel periodo delle APP di viaggio che sembrano in grado di sostituire le vecchie guide di viaggio, scritte da esperti, creando percorsi personalizzati, anche senza faticare nella lettura.

La guida cartacea sembra trasformarsi in una reliquia  e, seguendo questa tendenza, anche la guida digitale probabilmente prima o poi svanirà.

Da cosa verrà sostituita già lo vediamo: siamo nell’epoca di Tripadvisor e della condivisione delle opinioni e delle esperienze, oltre che delle già citate App.

Tutto sembra più veloce, più facile e più a portata di tutti. Eppure guardiamo con una lacrima agli occhi indietro per guardare una Lonely Planet nata da veri viaggiatori che, mollando tutta la loro vita e provando una esperienza unica quando viaggiare e spostarsi non era facile come oggi, con un pulmino scassato dall’Inghilterra raggiunsero l’Oceania, passando per l’Asia. I coniugi Tony e Maureen Wheeler, genitori di Lonely Planet con il loro Across Asia on the Cheap, diedero così il via al colosso che negli anni ha venduto 100 milioni di guide in nove lingue diverse.

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Ogni viaggiatore è stato accompagnato almeno una volta nella vita da una Lonely Planet, e pensare che una voce così forte non possa reggere il mercato moderno fa restare di stucco. Ma pensate bene alla velocità del giro di informazioni di oggi giorno: la guida cartacea già solo per la sua struttura è inadatta al mercato. Mesi per scriverla, poi pubblicarla, quando esce al pubblico è quasi qualcosa di vecchio e su internet, con un motore di ricerca, si possono trovare informazioni più recenti.

Forse la necessità che molti hanno sentito negli anni di affidarsi alla lettera ad una guida di viaggio cartacea ha fatto perdere un pò la capacità e la voglia di viaggiare in modo indipendente, ma in fin dei conti la Lonely Planet è un pò di storia di viaggio e a tutti viene un pò di malinconia.

About Agnese.C 299 Articoli
Ex agente di viaggio, lettrice compulsiva di ogni genere letterario (esclusi libri rosa), viaggiatrice seriale con la passione per penna e calamaio. Convertita al mondo 2.0 ho creato Viaggi Zaino in Spalla e ora perseguo il faticoso compito di convertire ai viaggi indipendenti e al fai da te chiunque passi per le mie pagine

2 Commenti su Il triste addio alla Lonely Planet

  1. Altro che malinconia! Io ho la libreria piena di guide Lonely planet! L’ultima acquistata un mese fa per il viaggio che stiamo per fare… non posso crederci. Io che non posso fare a meno del cartaceo… mi si stringe il cuore!

    • Anche io ho ceduto alla comodità delle letture via Kindle….ma devo dire che la guida cartacea scarabocchiata, evidenziata, annotata quà e là è tutta un’altra cosa 🙁

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