PROPRIO COME NELLE FAVOLE (e nelle storie vere)

“La sensazione di esser salvo anche nella tempesta…”

Abituato a passare da una stazione di un treno a quella di un bus, da un dormitorio a una capanna, scendere da un taxi ai piedi di un 4 stelle nel centro di Ginevra mi fa uno strano effetto.

Li ho sempre sopportati poco gli hotel. Mi sanno di finto e mi sembra allontanino dalla verità dei posti; ma quanto è bello starci con Lei dentro. Penso sempre a quanto è bella quando dorme, ma è bella, da morire, anche ora che sta piegando la maglia sul letto. E’ bella ora che apre la valigia. è bella ora che sposta le tende per guardare fuori.

Si gira. Mi guarda. Mi sorride. Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo!

La città è noiosa, ma camminiamo mano nella mano… Sembrerà una stupidaggine, ma a me cambia le giornate. Dopo tanto andare solo è proprio in questa complicità che sogno di perdermi.

Qui parlano tutti, e con disinvoltura, tre lingue. Nonostante anche io non me la cavi per niente male il vederli così abituati ad usarle mi mette a disagio. Dove vivo io al massimo posso sentire qualcuno che parla tiburtino.

Capisco che questa è una città finanziaria, ma come mai noi siamo rimasti così staccati dal mondo? Apprezzo molto l’idea di conservazione e mi piacciono moltissimo le tradizioni, ma si può pensare di essere al passo con gli altri se non siamo neanche in grado di comunicarci?

Comunque, che sia un male o un bene non saprei proprio dirlo.

Sono tutti di fretta e ingabbiati tanto sorridenti quanto sofferenti tra giacche e tailleur. Sembrano condividere quasi fraternamente il tram, ma poi scendono e ognuno prende in solitaria la sua strada. Ridono quando sono su e cambiano viso appena poggiano il primo piede a terra. Me li immagino venditori. Chi vende deve avere un certo atteggiamento per spingere chi compra a fidarsi di lui e del suo prodotto. Venditori professionisti, talmente immersi nel loro lavoro che ormai se lo trascinano anche nel tragitto che fanno per tornare a casa. Cordialità, tranquillità e sicurezza. Che vendano quello anche ai passeggeri?

Li seguo con gli occhi fino all’angolo nel quale si perdono per sparire poi tra i vicoli grigi.

Mi è sempre piaciuta molto la solitudine, e soprattutto mi piace immaginarmi la vita di chi vedo andare solo per strada. Mi ci perdo proprio. Quando non viaggio in compagnia sono capace di passarci le ore.

Loro, così grigi, cosa faranno una volta scesi dal tram? Sono grigie anche le loro case? O hanno qualcuno ad aspettarli ed è quindi questo il motivo del loro andarsene veloci?

è davvero una città pesante; il tempo sembra piatto. Fossi stato solo sarei fuggito la prima sera. Invece sto bene! Come può lei, solo con la sua presenza, riempire tutto così?

Come può un profumo trasformare la noia in sorrisi, le linee dritte in onde, la staticità in tumulto. Possibile che quello che vediamo e viviamo sia così condizionato dal quanto al caldo abbiamo il cuore?

Guardi dritto e tutto è fermo, inclini gli occhi quel poco che basta per farti percepire i lineamenti del suo viso poggiato sulla tua spalla e tutto esplode. Come se all’improvviso tutto quello che ti sta intorno si svegliasse da un lungo letargo.

Come se tutto, improvvisamente, prendesse vita.

Il lago è carino e al centro ha una fontana che spara acqua a non so quanti metri di altezza che sinceramente faccio fatica a capire. C’è una papera che nuota combattendo la corrente ma non riesce a muoversi di un centimetro… Resto a guardarla per un po tifando per lei. Poi demordo; lei no. Le alpi innevate che circondano la città sono magnifiche.

Come in una favola

L’esperienza del CERN è davvero emozionante. Siamo così piccoli. La parete è tappezzata: What are we? Where are we going? Que somos? Where do we come from? Che cosa siamo? A donde vamos? Où allons nous? Le domande le adoro!

Quella che ora più mi tocca è: come possono una pizza margherita e un kebab costare 18 e 12 euro?

La risposta me la da un boliviano che ha vissuto in Italia col quale gioco per un po a scacchi in un giardino. Qui, facendo lo stesso lavoro, guadagno tre volte quello che guadagnavo a Milano, mi dice. Mi sembra una delle storie che sento raccontare agli est europei che vengono a lavorare da noi per mantenere le famiglie a distanza. Lui vive qui, qui lavora e con i soldi che guadagna ci campa lui e la sua famiglia a Milano. Che storie.

Camminiamo molto, fa freddo e mi fanno male i piedi. Il vestirmi carino oltre all’impedirmi di barboneggiare a terra come sono abituato a fare comporta anche scarpe scomode. VESCICHE!

Ti fanno male i piedi? Si. Se vuoi ci fermiamo, sennò andiamo più piano; poggiati a me. MI POGGIO A LEI. Come faccio a metterlo sul foglio quello che mi passa dalla testa al cuore? kjvhvbsflvdvbdsbkjsbkhdsblsf
Ci sediamo su una panchina. Lei non lo sa ma quando guarda in giro io la fisso… Mi chiede cosa significhi un cartello,  ma mi devo far ripetere la domanda perché ero immerso a pensare a quanto è bello il suo sorriso. La ripete. Glie lo spiego. Rido. Ride.

Cosa cerchiamo se non qualcuno al quale abbandonarci? Qualcuno che ci permetta di arrenderci, che ci faccia sentire al sicuro. Non esiste emozione più grande del dipendere totalmente da un altro, dell’accettare l’idea che non bastiamo a noi stessi e quindi buttarci indifesi nell’abbraccio di qualcuno. Senza scudi. Veri!

E allora perché è così difficile? Perché siamo sempre in conflitto?

Costruiamo relazioni mostrando i muscoli, mentre a me l’amore sembra, di tutte, la cosa principale.

Ci sono persone che tendono a fuggire dall’amore per paura, magari perché ferite… Ma non c’è dolore che ne giustifichi la rinuncia.  Non è vero che soli si sta meglio. Non è vero che rischiare non vale la pena. Comunque vadano poi le storie, credo non ci sia fortuna più grande dell’aver potuto amare.

“[…] E perché tutte le cose, ma anche quelle inanimate come le montagne, i mari, le strade…  ma di più! Il cielo, il vento, le stelle… Ma di più! Le città, i fiumi, le pietre, i palazzi… Tutte queste cose che di per se sono vuote, indifferenti, improvvisamente quando le guardiamo si caricano di significato umano e ci affascinano, ci commuovono.

Perché?

Perché contengono un presentimento d’amore.”

Come in una favola

è infondo l’amore la meta? L’arrivo?

Potrebbe non essere il donare ma il condividere l’apice dell’esistenza umana?

C’è qualcuno che sa dare un prezzo alla bellezza del risvegliarsi nel letto dopo un brutto sogno e trovare pace non perché gli incubi siano una finzione, ma perché chi hai di fianco riesce a far luce su tutte le tue paure?

Quante notti nei locali sareste disposti a barattare per una sola notte d’amore? PER UNA SOLA… QUANTE?

Ho girato il mondo, spesso in solitaria, provando estasi incredibili… ma se una cosa l’ho imparata è che da nord a sud, dall’occidente all’oriente, di bello come l’amore non c’è niente.

“Il più bel viaggio è quello che facciamo l’uno verso l’altro.” SEMPRE!

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