Chiacchieriamo con Francesca: la blogger che “cerca lo zucchero della vita”

Francesca F. una nuova blogger espatriata...con la voglia un giorno di vivere in Kenya

Il blog di Francesca

1- Come ti chiami?

-Francesca

2- Quando e dove sei nata?

-Latina, classe 1979

3- Cosa fai nella vita oltre a viaggiare?

-Dopo 9 anni da assuntore nel settore dell’assicurazione del credito in Italia, mi sono trasferita da qualche mese a Ginevra, dove sto cercando di capire cosa voglio fare da grande, o solo da qui a qualche anno.

4- Che formazione hai?

-Sono una laureata in Economia con la passione per le lingue e il giornalismo.  

5- Da dove nasce la tua passione per la scrittura?

-Ho sempre amato scrivere. Da piccola scrivevo racconti e romanzi su agende e block notes, che sono ancora conservati nei cassetti della scrivania a casa dei miei; una passione che ho rispolverato solo da un paio d’anni.

6- Secondo te non è strano che oggigiorno tutti vogliano scrivere e vivere di scrittura, ma ben pochi amino leggere?

-Credo che molto spesso si inizi a scrivere soprattutto per se stessi, poi, quando realizzi che c’è qualcuno che ti legge, inizi a sognarci su e a prenderci gusto.

7- Quando e perché è nata l’idea di aprire un blog?

-Avevo voglia di raccontare i miei viaggi attraverso le foto, cosa che facevo già da qualche tempo su Facebook, con i miei album dei viaggi. Poi, per caso, ho scoperto WordPress e da lì è nato il tutto.  

8- Sei diventata travel blogger nel momento in cui hai aperto il tuo blog?

-All’inizio era digiuna di tutto quello che c’è dietro al mondo del blogging e ne ho preso coscienza piano piano. Mi sento una travel blogger fin quando la definizione corrisponde a colei che scrive principalmente di viaggi su un blog.

9- A tuo modo di vedere, quali capacità e competenze deve possedere un bravo travel blogger?

-Mi piacciono i travel blogger che hanno la capacità di coinvolgere i propri lettori e riescono a farli immedesimare nelle proprie esperienze. L’unica competenza tecnica che mi aspetto è quella di sapere scrivere correttamente nella lingua utilizzata; oltre, secondo me, sfociamo nel copy writing nel settore viaggi.   

10- Qual è l’aspetto del travel blogging che ti dà maggiori soddisfazioni?

-Sicuramente l’interazione con i lettori.

11- Qual è secondo te il rapporto fra giornalismo di viaggio e blog?

-Il blog può aprire la porte nel settore della scrittura di viaggio professionale, ma lo spirito di un post credo sia diverso, molto più personale, di quello di un articolo su una rivista. O almeno è quello che mi aspetto.   

12- Consideri il ‘travel blogger’ un’attività professionale (presente o futura) o rimane solo un bellissimo hobby?

-Credo che il sogno di trasformare il blog in qualcosa di più alberghi nella testa della maggior parte di noi, già solo per il fatto di poter vivere di un qualcosa che si ama, ma non è uno scenario che al momento prendo troppo sul serio.

13- Un blog di viaggi può realmente diventare uno strumento di business?

-Il blog può diventare un trampolino di lancio: diventa un business se associato ad altre attività che danno una vera fonte di guadagno.

14- Cosa pensi del mondo del travel blogging italiano?

-A livello amatoriale, credo che nel web ci sia spazio per tutti e far parte di questo mondo significa entrare in una bellissima comunità di persone con affinità e passioni condivise, con le quali spesso si stringono dei rapporti d’amicizia virtuali e/o reali molto intensi. A livello professionale, gli esperti dicono che il potenziale da sfruttare sarebbe molto alto, ma siamo lontani anni luce dal valore dato al blogging dalle realtà estere.

15- In un web popolato da travel blogger al femminile. Come mai, secondo te, il mondo del travel blogging non è declinato al maschile?

-Forse perché, per attitudine, noi donne riusciamo a parlare di noi, delle nostre emozioni, con più facilità.

16- Ritieni che le donne percepiscano il viaggio in maniera diversa rispetto agli uomini?

-No, conosco uomini che si emozionano per le stesse cose per cui mi emoziono io e donne che non sono minimamente interessate a fare le esperienze che cerco io in un viaggio.

17- Secondo te esistono destinazioni che si prestano più di altre ad una vacanza al femminile?

-Mi capita di pensare che una destinazione si presti meno ad una vacanza al femminile, ma puntualmente trovo un racconto di una donna che in quel luogo ci è stata, magari pure da sola, che smentisce subito il mio pensiero.  

18- Quali sono secondo te i Travel Blogger più interessanti in lingua italiana?

Non riesco a fare a meno di leggere i post di una blogger che però non definisce se stessa come travel blogger, ed infatti oltre ad essere una viaggiatrice, è un’expat avventurosa e una grandissima motivatrice, Eli di Too Happy to be Homesick. E poi adoro la penna delicata di Lucia di Respirare con la Pancia, l’ironia di Roberta di Turisti per Sbaglio; credo che Martina di Martinaway sia una giovane blogger che farà tanta strada perché se lo merita e, poi, mi piacciono Elisa di TripVillage e Farah di Viaggi nel Cassetto per la loro genuinità. La lista potrebbe allungarsi ancora con diversi nomi, ma mi fermo qui.    

19- In assoluto qual è stato il post di cui vai più orgogliosa?

-Probabilmente L’Agrodolce del Kenya, scritto col cuore in mano, in cui metto a confronto il mio ritorno in Africa dopo dieci anni con la prima esperienza in Zimbabwe, e del bello e del brutto di questo Paese meraviglioso.

20- Quale consiglio ti senti di dare a chi vuole intraprendere la professione di travel webwriter / travel blogger?

-Non sono la persona giusta per dare consigli, specie a chi sceglie la strada del blogging professionale, anzi se ne avete di consigli da dare, io sono tutt’orecchi.

21- Sei di quelle che apprezzano o odiano i blogtour ?

-Non ho mai partecipato ad un blog tour. Finora ho viaggiato solo ed esclusivamente per un mio piacere personale: un blog tour è, secondo me, più simile ad un lavoro su commissione che include un viaggio.

22- Che tipo di viaggiatrice sei?

-Molto poco organizzata e che segue l’istinto, sin dalla scelta della meta.

23- Cosa ne pensi dei viaggi in solitaria? Li hai mai fatti?

-Ammiro molto chi lo fa, è una gran prova di coraggio e un modo per rafforzare la propria autostima. Mi sposto tranquillamente in aereo (o treno) da sola per raggiungere qualcuno – e mi piace perché si fanno sempre delle chiacchierate interessanti con degli sconosciuti – e mi capita di passare la maggior parte del tempo da sola quando accompagno mio marito nei suoi viaggi di lavoro, ma non ho mai viaggiato da sola dall’inizio alla fine.

24- Dove e quando affidarsi invece ai tour operator?

– Quando si ha poco tempo per raccogliere informazioni e pianificare il tutto, ma non si vuole rinunciare al viaggio che si ha in mente. L’importante è affidarsi ad un travel agent che sappia che tipo di viaggiatore sei, che ti conosca abbastanza, in modo da avere un viaggio che sia disegnato sulle tue aspettative e non sulle esigenze dell’azienda di vendere quel determinato pacchetto.

25- Qual è la situazione più difficile che hai dovuto affrontare durante uno dei tuoi viaggi?

Mi viene in mente quella più fastidiosa: una trappola per turisti architettata da una sartoria di Bangkok.

26- Anche la cucina è un’avventura, qual è il piatto più strano che hai mangiato?

-Io mangio la qualunque – a parte gli insetti e il fatto che cerco di limitare il consumo di carne al minimo. Adoro la cucina asiatica e il sushi. Non saprei dirti il piatto più strano, ma quello che ancora mi fa venire l’acquolina alla bocca si: riso con gamberetti ed ananas mangiato a Bali.   

27- C’è un personaggio (scrittore, giornalista, viaggiatore del passato) che ispira la tua filosofia di viaggio?

-Nessuno in particolare.

28- Quali emozioni provi prima di avventurarti in un nuovo viaggio? E al ritorno?

-Eccitazione nel primo caso; di pienezza e nostalgia nel secondo.

29- Quale film e quale libro consiglieresti sull’argomento viaggi?

I sogni segreti di Walter Mitty” perché è la storia di un uomo qualunque che riesce a vivere incredibili avventure, e “Into the Wild“, per i pensieri e la filosofia del protagonista. “La Via Crudele di Ella Maillart“, che racconta il viaggio di questa donna che, negli anni 40, in compagnia di un’amica, parte dalla Svizzera in macchina, attraversa tutta l’Asia Centrale, e raggiunge Kabul: un po’ il mio sogno, quello di poter visitare un giorno l’Afghanistan.

30- Come scegli una destinazione di cui parlare nel tuo blog?

-Seguo l’ispirazione. Non ho un piano editoriale: scrivo in base al mood del momento.

31- Ritieni che i social network stiano cambiando il modo di viaggiare? Ritieni che i social network stiano cambiando il modo di viaggiare?

-Sicuramente lo stanno facilitando. La condivisione di informazioni è una grande cosa, si trasforma in un godersi poco il viaggio quando diventa compulsiva.

32- Mappa o navigatore? In questo sei vecchio stile o prediligi la tecnologia?

-Amo la tecnologia ma ancora di più le mappe cartacee: quando arrivo in un posto devo avere il quadro completo di dove sono collocata nel mondo e di come è fatto quel luogo.  

33- Quando scrivi un post su una località che hai visitato, quali sono gli aspetti a cui presti maggiore attenzione?

-Dipende dal tipo di destinazione. Se si tratta di una città, mi piace dare risalto a ciò che la rende unica, facendo un accenno alla storia, perché credo sia importante per la capirla meglio, e fornendo qualche informazione pratica. Se scrivo di natura, do più ampio spazio alle foto, perché la natura si racconta da sola.   

34- Una località che hai visitato e che ti è rimasta nel cuore?

-Per motivi diversi, quasi tutte, ma il Kenya è la prima.

35- La tua wishlist per il 2015?

-Ho un paio di viaggi già in programma, ma preferisco non dire nulla in anticipo. Spero di riuscire a tornare in Kenya, appunto, anche solo per una settimana, entro la fine dell’anno.

36- Qual è la prima cosa da pianificare quando si sceglie una meta?

-Prenotare il volo aereo.

37- Come risparmiare nei viaggi?

-Durante il viaggio, si può risparmiare facilmente sul cibo: mangiare il più possibile a colazione, sia dolce che salato, cosi da riuscire a saltare il pranzo e mangiare di nuovo direttamente a cena.

38- Di tutti i Paesi cha hai visitato in quale ti piacerebbe vivere e perché?

Sogno di trasferirmi in Kenya, tra qualche anno, quando sarò stanca di vivere in una città. Per tornare alle origini, perché è da lì che veniamo.

39- Qual è il segreto per godersi al massimo un viaggio di pochi giorni?

-Seguire l’istinto e non farsi prendere l’ansia di strafare.

40- Il posto che non hai ancora visitato ma che sogni da una vita?

– Ora che ho visto l’Australia, il Machu Picchu e Petra.

41- Il primo pensiero quando torni a casa dopo un lungo viaggio?

-E adesso dove si va?

42- Quali sono i tuoi progetti a breve termine? E quelli sul lungo periodo?

-Come dicevo prima, sono in una fase in cui sto cercando di capire che strada imboccare in quel di Ginevra.

43- Essere una travel blogger significa creare un legame speciale con i lettori. Cosa ti ha dato e continua a darti questa esperienza a livello umano?

-E’ l’aspetto più bello dell’avere un blog, il continuo scambio di idee, informazioni e racconti. E’ una sorta di vita parallela in cui ti rifugi per confrontarsi solo con delle persone a te affini.

Ti ringrazio per avermi concesso un po’ del tuo tempo aprendomi il tuo mondo e sono contenta di averti come ospite tra le pagine del mio blog.

Dove puoi trovare Francesca:

 

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About Agnese.C 324 Articoli
Ex agente di viaggio, lettrice compulsiva di ogni genere letterario (esclusi libri rosa), viaggiatrice seriale con la passione per penna e calamaio. Convertita al mondo 2.0 ho creato Viaggi Zaino in Spalla e ora perseguo il faticoso compito di convertire ai viaggi indipendenti e al fai da te chiunque passi per le mie pagine

1 Commento su Chiacchieriamo con Francesca: la blogger che “cerca lo zucchero della vita”

  1. Che bella conversazione e che sorpresa essere citati da Francesca tra le sue letture preferite in fatto di blog. Condivido con lei che i travel-blog che preferisco sono quelli scritti con un’ottica molto personale rispetto ad articoli di giornale, ma in un sottile gioco di equilibrio per cui il blogger parla dal suo punto di vista pur lasciando come protagonista il viaggio e non se stesso…

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