Campeggio libero in Italia: scervelliamoci tra leggi e regolamenti

Capeggio libero

Riuscire a mettere insieme quella che è una normativa univoca per tutto il territorio in materia di Campeggio libero in Italia è praticamente impossibile.

Per avere una idea di come rispettare la legge dovrete volta per volta documentarvi sulla legislazione della regione o della provincia.

Dopo aver spiegato perché scegliere una vacanza in campeggio e dopo una guida al campeggio per principianti, ecco che passo ad uno step successivo: il campeggio libero…a partire da quali regole rispettare…anche perché si è liberi per il luogo, ma non per la normativa che in Italia è tutt’altro che semplice da decifrare.

Perché fare Campeggio libero? *

Molti mi hanno chiesto: perché diamine se ci sono i campeggi dovrei fare campeggio libero?

Una volta fatto campeggio…in campeggio… per un pò di anni potreste rendervi conto di avere necessità di un paio di cosine in più che mancano a chi sosta solo in una area organizzata.

1- Il campeggio libero è gratuito! Non mi sembra cosa di poco conto, soprattutto se consideriamo il prezzo che sono arrivati a far pagare i campeggi organizzati di alcune aree

2- Il campeggio libero ti da una tranquillità che in molti campeggi ti sogni…soprattutto in alta stagione. L’atmosfera del campeggio è simpatica, volendo ti fai un sacco di amici, ma a seconda di chi ti trovi vicino, potresti dimenticare il riposo.

3- Il campeggio libero è avventura e contatto con la natura. In nord Europa è una filosofia di vita. I paesi del nord (Norvegia, Svezia, Finlandia, Scozia e Islanda) garantiscono il campeggio libero praticamente ovunque in Germania tutti fanno campeggio ma c’è una legislazione capillare, in Repubblica Ceca i ragazzi finita la scuola partono per camping estivi di gruppo e i campeggi sono affollatissimi ovunque anche se il clima non è quello italiano. Perché non recuperare anche noi questo contatto con la natura che non fa di sicuro male?

4- Se cercate una avventura romantica fuori dal comune scegliete la zona, documentatevi e partite in due con tenda candele e tanta voglia di romanticismo: sarà molto meglio che serate in ristoranti costosi o in alberghi 5 stelle!

Vediamo allora insieme quali sono leggi e regolamenti standard per il campeggio libero in Italia.

1- Distinzione tra campeggio e bivacco *

La legislazione non ci aiuta di certo. In tipico stile italiano è un vero marasma e di cose lasciate in sospeso. L’unica cosa certa è la distinzione tra questi due modi di stanziarsi in un luogo:

  • CAMPEGGIO: considerato la permanenza con tenda superiore alle 48 ore nello stesso posto incluse le ore diurne
  • BIVACCO: temporanea sosta notturna su di un’area (con o senza tenda)

Se per campeggio si intende ancora la sosta con tende per un periodo superiore le 48 ore comprese le ore del giorno, e i divieti in genere riguardano ciò che è chiamato Campeggio libero, si ha che fermarsi a dormire una notte con o senza tenda, o come si suol dire bivaccare, è lecito ovunque.

Il rispetto dell’articolo 16 della Costituzione *

Il tutto deve essere svolto nel rispetto dell’articolo 16 della costituzione, che sancisce la libera circolazione di ogni cittadino sul territorio con unico limite la sicurezza e sanità pubblica.

Esplicitazione del divieto in forma visibile *

Altra cosa evidente dalla legislazione sparsa è che ovunque non ci sia espressa legge di divieto e cartellonistica il campeggio libero è possibile. Insomma se non specificato si può campeggiare, ma sempre meglio documentarsi sul territorio prima di darsi alla pazza gioia.

Alcuni comuni non pongono divieti, ma specificano che per fare campeggio o bivacco è necessario fare richiesta o notifica presso l’ufficio del sindaco mentre, se il terreno è privato, si può campeggiare liberamente se si è fatta richiesta al proprietario.

La disciplina regione per regione *

  • Campeggio libero in Sardegna

Come e dove campeggiare in Sardegna è un vero dilemma anche se comunque partecipando a forum e discussioni, sono numerose le persone che hanno campeggiato per anni in varie parti delle Sardegna, soprattutto se un pò più isolate ed in bassa stagione.

La normativa di riferimento sembra forndarsi su un divieto specifico:

  • L’Ordinanza Balneare della Regione Autonoma della Sardegna che vieta nelle spiagge di “campeggiare con roulotte, camper, tende o altre attrezzature simili”, inoltre vieta di “introdurre ed usare bombole di gas o altre sostanze infiammabili in difformità alle vigenti norme di sicurezza”, come anche di “accendere fuochi e svolgere attività pirotecniche in assenza delle prescritte autorizzazioni delle Autorità”. La regione pone un fermo divieto al di fuori delle aree attrezzate

 

  • Specificatamente al territorio di Cabras dove è presente l’Area Marina Prodetta  bisogna rispettare l’Ordinanza del Sindaco  che per l’utilizzo delle coste nel rispetto dell’ambiente, oltre che delle norme igienico-sanitarie e di ordine pubblico, vieta il libero campeggio (installazione di tende, la sosta con autocaravans e ruolottes) sugli arenili, in tutto il territorio comunale. E’ vietata inoltre e l’accensione di fuochi sull’arenile, sulle aree demaniali, comunali e private del litorale. Secondo l’ordinanzail campeggio abusivo può determinare un pericolo per la flora e per le caratteristiche dell’ambiente, nonché per i valori scenici e panoramici e per gli equilibri del sito stesso.

 

  • Campeggio libero in Sicilia

In sicilia  è stato emanato un regolamento che prevede la sosta del campeggio libero per non oltre le 24 ore. Importante in materia è la legge regionale n. 14 del 13/03/82 (Disciplina dei complessi all’aria aperta).

I Comuni, sprovvisti di campeggi all’interno dei quali venga inclusa una area sosta, per consentire la sosta di caravan, autocaravan, camper e simili mezzi mobili di pernottamento al di fuori dei campeggi della citata legge, possono indipendentemente istituire delle aree attrezzate (AA) dove la permanenza è consentita solo per un periodo non superiore alle 24 ore.

  • Campeggio libero in Puglia

L’ordinanza balneare 3 aprile 2012  all’art. 3 vieta di “campeggiare con tende, roulotte, camper ed altre attrezzature o installazioni impiegate a tal fine, nonché pernottare, al di fuori delle aree specificatamente destinate con regolare titolo abilitativo;

  • Campeggio libero in Calabria

Secondo ordinanza regionale per campeggiare al di fuori delle aree abilitate a campeggio bisogna fare formale richiesta all’ufficio del sindaco e la sosta è consentita per un massimo di 15. In caso di terreno privato alla domanda dovrà essere allegato l’assenso del proprietario al campeggio.

  • Campeggio libero nel Lazio

Secondo il Regolamento regionale 24 ottobre 2008, n. 18 l’articolo 3 recita ai punti 1 e 2:

1. Al fine di sostenere il turismo itinerante, i comuni, singoli o associati, promuovono la realizzazione di aree di sosta in zone di interesse ambientale e paesaggistico e nelle vicinanze dei principali assi viari, tenendo conto, in particolare, della vicinanza a servizi di trasporto pubblico, del collegamento con piste ciclabili, della presenza di esercizi commerciali e di strutture ricreative e culturali.

2. I comuni, nell’ambito del proprio territorio, provvedono ad individuare e a gestire direttamente apposite aree di sosta temporanea, di seguito denominate aree, destinare al turismo itinerante. I comuni possono altresì affidare la gestione delle suddette aree anche ad altri soggetti nel rispetto della normativa vigente  in materia di servizi pubblici locali. 

Un’area dove stare molto attenti è sicuramente quella del Circeo. Tutta l’area del parco è sorvegliatissima e la forestale in questi casi non è notoriamente amichevole. Idem per quanto riguarda Ponza.

Se vi piace il campeggio in montagna ci sono possibilità di campeggio libero autorizzato o bivacco presso la Riserva Naturale della Duchessa: basta chiedere autorizzazione con almeno 10 giorni di anticipo scaricandola dal sito. Come si specifica il campeggio è autorizzato solo nell’area intorno a Borgo di Cartore mentre per il resto dell’area si può fare richiesta esclusivamente di bivacco.

  • Campeggio libero in Piemonte

In rispetto della Legge Regionale n. 54 del 1979 all’art. 16 si autorizzano insediamenti temporanei che non stanziano per più di 48 ore.

  • Campeggio libero in Veneto

Mi dispiace ma non riesco a trovare altre informazioni se non dirvi che è assolutamente vietato.

  • Campeggio libero in Umbria

La Regione con Legge regionale n. 13 del 2013 all’Art. 37 riserva ai Comuni la possibilità di consentira la sosta a caravan, camper e simili. La sosta è comunque consentita per un massimo di 48 ore.

I Parchi Nazionali legiferano comunque autonomamente riguardo alle possibilità di campeggio libero. In genere collegandosi ai siti dei parchi è possibile scaricare i moduli per la richiesta di campeggio o bivacco. Il parco dei Monti Sibillini da anche una mappa delle aree di campeggio

  • Campeggio libero in Valle d’Aosta

Anche nell’estrema regione italiana, tra le montagne più belle d’Italia si consente il bivacco solo al di sopra dei 2500 metri, mentre dovete evitare tutta l’area del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Se vi interessa approfondire la legge di riferimento è la Legge Regionale n. 8 del 2002

  • Campeggio libero in Trentino

Voglio dirvi solo una cosa: ho scritto all’ufficio informazioni del sito turistico del Trentino Alto Adige chiedendo se si poteva avere qualche informazione sulla possibilità di campeggio libero o bivacco in Regione e se erano previste aree specifiche. La risposta lapidaria e netta è stata: NO!!! A voi l’onere dell’interpretazione!

  • Campeggio libero in Emilia Romagna

Il campeggio libero è vietato secondo la L.R. 16/2004 all’articolo 41

Nel territorio regionale è vietato il soggiorno con tende o altri mezzi mobili di pernottamento al di fuori delle strutture di cui agli articoli 6, 14 e 15

  • Campeggio libero in Liguria

Come per il Lazio i comuni istituiscono le aree attrezzate riservate alla sosta delle autocaravan e caravan ma la sosta è consentita per un periodo non di 48 ore ma di 36 nell’arco di una settimana.

  • Campeggio libero nelle Marche

Basta richiedere autorizzazione preventiva

Momentanee conclusioni

Il tentativo di mettere insieme regione per regione la disciplina mi ha rivelato un mondo avolto dalla nebbia. Nonostante il turismo itinerante in Italia sia in espansione la legge non stabilisce dei criteri univoci e il doversi documentare da centinaia di fonti diverse garantisce solo una cosa: il campeggio abusivo che, se non fatto in modo adeguato, può portare solo danni.

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Ex agente di viaggio, lettrice compulsiva di ogni genere letterario (esclusi libri rosa), viaggiatrice seriale con la passione per penna e calamaio. Convertita al mondo 2.0 ho creato Viaggi Zaino in Spalla e ora perseguo il faticoso compito di convertire ai viaggi indipendenti e al fai da te chiunque passi per le mie pagine

2 Commenti su Campeggio libero in Italia: scervelliamoci tra leggi e regolamenti

  1. Molto interessante ed esaustivo. Grazie a questo post ho avuto un’ulteriore conferma del fatto che molte preoccupazioni in tempi trascorsi, dovute alle prime esperienze, erano effettivamente infondate. Ignoravo invece la differenza tra campeggio e bivacco, ed anche questa è una cosa positiva.
    Grazie mille,e….buon viaggio! 🙂

    • grazie a te Stefano. Il tuo contributo è la conferma che le preoccupazioni si superano con informazione ed esperienza… quindi tutti possono viaggiare ovunque e come vogliono 🙂

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