“C’era una volta…” l’importanza dello storytelling nel travel writing

4 lezioni di storytelling
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  1. 4 lezioni di travel storytelling

Nessuno prenota una vacanza perché gli viene semplicemente detto di fare così. Tutti devono essere ispirati, persuasi a viaggiare. Semplici descrizioni e dati non catturano il lettore, ma può farlo la narrativa… o meglio, rimanendo al passo con i tempi, lo Storytelling.

Cosa si intende con questo termine tando di moda in questo ultimo anno? Lo storytelling non è altro che l’arte di raccontare una storia….è quindi pura narrativa applicata al mondo digitale.

Se avviciniamo lo storytelling al travel writing cosa abbiamo: l’arte di raccontare una storia si avvicina all’arte di raccontare un luogo e quello che viene fuori è la scrittura che fa vivere emozioni attraverso il racconto di un viaggio.

Si potrebbe stare ore a scrivere di tecniche di storytelling nel travel writing eppure quella che voglio proporti è una riflessione per aiutarti a trasformare totalmente la tua scrittura di viaggio: una riflessione in 4 lezioni.

4 lezioni di travel storytelling *

– Lezione n°1 di travel storytelling: “Non narrare come se vivessi nel vuoto assoluto”

4 lezioni di storytelling

Spesso accade nella scrittura di viaggio di ritrovarsi di fronte a scritti con una totale assenza di interazione, come se lo scrittore stesse narrando galleggiando nel vuoto.

Di qualunque posto parli ci sarà sempre e solo lui, mai altri personaggi. Altre volte i personaggi compaiono all’improvviso, gli si da un ruolo… eppure non sono contestualizzati, non sono descritti non li si inserisce nella realtà

Travel blogger non sei solo nel mondo, ma ti scontri con la moltitudine Condividi il Tweet

Per emozionare una tecnica fondamentale è inserire altri personaggi dandogli poi un contesto, facendogli provare emozioni, descrivendo caratteristiche fisiche che ne esprimano la personalità.

Ed ecco allora la seconda lezione.

– Lezione n°2 di travel storytelling:  “Ricorri ad associazioni emozionali”

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Una volta inserito un personaggio nella storia non basta quindi descriverlo  superficialmente. Il contesto in cui il personaggio si muove deve spiegare come quel personaggio si vada ad inserisce in una scena ed i suoi dettagli fisici devono colpire a livello sensioriale.

I dettagli fisici possono essere molto importanti per esprimere particolari emozioni: una cosa è descrivere in modo distaccato, un’altra è ritrarre il soggetto attraverso l’impressione che ci ha scatenato al primo incontro.

Il racconto deve essere costruito dietro ad interazioni e dialogo per essere più coinvolgente e raccontare con occhi partecipi un luogo.

Questo lavoro di descrizione particolareggiata ed emozionale non può essere di certo effettuato con qualunque soggetto incontriamo durante un viaggio è per questo molto importante il principio della prossima lezione.

Ma prima di proseguire facciamo un piccolo stop: ti stanno interessando le mie lezioni di travel writing per blogger? Potrebbe interessarti approfondire il discorso con un corso completo? in Questo caso ti presento il mio CORSO DI TRAVEL WRITING PER BLOGGER e lo faccio offrendoti anche uno sconto:

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Ma ora non perdiamo tempo e andiamo avanti con la terza lezione di travel storytelling.

Lezione n°3 di travel storytelling: “Conosci il tuo soggetto?”

4 lezioni di storytelling

La narrazione è un processo lungo che passa per una fase di produzione, in cui si mette insieme il  materiale, e una di post-produzione in cui si scrive la storia.

Non si può raccogliere materiale approfondito su ogni soggetto che incontriamo come anche è praticamente impossibile tornare dietro per trovare nuovo materiale se manca alla storia che vogliamo raccontare.

Qui si taglia un lungo solco tra il professionista travel writer ed il travel writer amatoriale.

Il travel writer professionista parte per il suo viaggio con uno studio alle spalle e un nucleo intorno al quale sviluppare le sue ricerche. Il travel writer amatoriale cattura immagini solo facendosi spingere da cosa colpisce la sua fantasia.

Non importa che tipo di narratori-blogger siamo: più saremo in grado di identificare il soggetto della nostra storia, più la storia sarà efficace.

Bisogna quindi pre-determinare l’oggetto affinando solo i dettagli di quel personaggio o luogo che supportano la storia che stiamo cercando di raccontare.

Lezione n°4 di travel storytelling: “Pensa a storie che esprimono movimento”

4 lezioni di storytelling

Le storie più potenti esprimono un movimento. Quello di cui parlo non è solo movimento fisico, ma anche temporale ed emozionale.

La storia narrata (perché narriamo non scriviamo semplicemente) deve catturare un momento nella storia dei personaggi rivelando le loro emozioni e presentando la storia e la mappa del loro mondo.

Anche i post di un blog possono essere pensati come istantanee di pensieri ed emozioni che contegono questo senso di movimento.

Qualsiasi movimento fisico è anche un movimento emotivo Condividi il Tweet

Il lettore deve essere risucchiato da questa immagine e deve essere abbandonato solo dopo avergli instillato un nuovo senso di emozione che può essere indignazione o ispirazione o ancora empatia… cioè una emozione che porta ad un altro movimento… la risposta alla nostra call to action (che può essere un like o l’acquisto di una guida o un commento al tuo post)

Questo è quando la narrazione digitale diventa una forma d'arte! Condividi il Tweet

Cosa pensi dello storytelling? Come lo applichi ai tuoi racconti? Ma soprattutto tu racconti o parli?

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About Agnese.C 324 Articoli
Ex agente di viaggio, lettrice compulsiva di ogni genere letterario (esclusi libri rosa), viaggiatrice seriale con la passione per penna e calamaio. Convertita al mondo 2.0 ho creato Viaggi Zaino in Spalla e ora perseguo il faticoso compito di convertire ai viaggi indipendenti e al fai da te chiunque passi per le mie pagine

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