Da Praga con amore 1: sopravvivere alle 3 C e iniziare una nuova vita

Da Praga con amore

In questa mattina sotto zero, di un lunedì qualunque a Praga, mi scopro a riguardare vecchie foto di  mare, ma anche della mia vecchia casa. In molti lo considereranno un post inutile, ma un blog è uno stralcio di sensazioni personali e questo mio vivere a Praga è il mio viaggio di vita, contornato da tanti piccoli viaggi di piacere… ed è di questo che vi parlo.

A due anni e  mezzo dalla partenza mi accorgo che ogni anno, in questo periodo, succede la stessa cosa: si pensa di non farcela, che adattarsi sia impossibile, che l’Italia sia un’altra cosa.

E’ una debolezza momentanea dovuta a quel percorso invernale che a febbraio si scopre tanto lungo.

Lontani dalla pausa natalizia… e ancora lontani dall’agognata estate, il freddo pungente del mattino, il dolce fiocco di neve, ed il gelido linguaggio ceco che non si riesce proprio ad apprendere, finiscono per sembrare un muro invalicabile invece di un piccolo gradino da superare.

Lo so, è solo un momento, e tra un mese non ci penserò più, ma è a febbraio che si finisce sulle vecchie foto, sulle chat con le amiche che purtroppo sembrano morte da troppo tempo… e sui ricordi.

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Vivere a Praga o comunque all’estero non è solo aprirsi nuove porte. Nella maggior parte dei casi è farsi una nuova vita, e tutto ciò che rimane dietro è praticamente perso. Mantenere i vecchi rapporti è un gioco di equilibrio che costa fatica e comunque è possibile solo in parte.

La tua vita va avanti altrove, come quella delle tue amicizie va avanti dove eri anche tu. Non sai più tante cose, gli aggiornamenti sono sempre più diluiti e i saluti, spesso, diventano freddi.

Essere un expat significa in fondo vivere in una sorta di limbo. Per anni non si è parte al 100% del paese in cui si vive, ma ogni volta che si torna a casa ci si sente un po’ meno a casa.

Qualcuno mi ha detto che il problema di base, almeno per noi italiani, è quello delle famose 3 C…

Personalmente ritengo che le prime due ormai siano un ostacolo quasi superato grazie ad un forzato adattamento, sulla terza ancora invece ancora si fatica… e si faticherà in eterno.

Le tre C che sconvolgono la vita dell’expat *

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C n° 1: il Cibo

Purtroppo per noi italiani è una delle prime cose che notiamo, ma questo lo considero più un nostro limite che un problema reale.

E’ vero… vivere a Praga per me ha significato abituarsi a molte cose: al mercato si trovano sempre le stesse 2 o 3 verdure e per frutta ci si imbottisce di mele, ma ormai, grazie a catene di supermercati internazionali si può cucinare di tutto.

Quindi non preoccupatevi: se volete vivere all’estero non è questo il problema principale.

C n° 2: il Clima

Questa C potrebbe avere più senso.

Vivo in un paese che dal punto di vista climatico non è troppo rigido fortunatamente. Vi assicuro però che adattarsi expaal primo inverno non è stato semplice.

Vedere la neve per giorni e giorni come una normalità, quando un tempo dovevi partire per la settimana bianca per averne un assaggio, non è poi così automatico.

Vestire con abbigliamento termico, o mettere un secondo strato sotto i pantaloni… o usare i pantaloni della tua tuta da neve per andare a fare la spesa… sono difficoltà psicologiche non indifferenti.

Eppure anche questo si supera. Ci si abitua, ci si attrezza, e si finisce per trovare un modo nuoto di vivere anche con la neve ed il freddo pungente.

Quindi anche in questo caso, se volete vivere all’estero il clima non è il problema principale.

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C n° 3: il Calore Umano

Eccoci al nodo della questione, alla malinconia dell’expat, alla crisi esistenziale del lunedì.

Il Calore umano è difficile da rimpiazzare. Il Calore di amici, parenti e del luogo dove sei nato e cresciuto.

Il Calore degli affetti, ma non solo.

Il Calore può essere anche quello delle persone cordiali che scambiano con te una battuta alla fermata del bus o al semaforo. Il fruttivendolo che ti racconta i fatti del giorno mentre ti carica di frutta e verdura, il vicino chiacchierone e quello più timido.

Questo è quello che ti mancherà quando ti ritroverai fuori dai confini nazionali. Questo è quello di cui dovrai fare a meno e che ti peserà maggiormente… e che ti farà sperare di incontrare qualche italiano per avere un attimo di passione.

Non pensare che i social ti aiuteranno. Il rapporto virtuale sostituisce solo in parte una serata con le amiche avanti a un gelato o un film visto insieme in silenzio sgranocchiando popcorn.

Trovare il giusto equilibrio per mantenere le vecchie amicizie è probabilmente il lavoro su cui vi consiglio di concentrarvi. Sapere che lì dove avevate una vita avete ancora qualcuno che vi ama, che non tutto va avanti senza di voi, vi aiuterà anche a ri-iniziare la vostra nuova vita senza perdervi nella malinconia.

Non affogatevi nella pigrizia mentale, guardatevi intorno, osate cambiare, cercate nuove strade Condividi il Tweet

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About Agnese.C 341 Articoli
Ex agente di viaggio, lettrice compulsiva di ogni genere letterario (esclusi libri rosa), viaggiatrice seriale con la passione per penna e calamaio. Convertita al mondo 2.0 ho creato Viaggi Zaino in Spalla e ora perseguo il faticoso compito di convertire ai viaggi indipendenti e al fai da te chiunque passi per le mie pagine

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