Le 10 cose che ci rendono italiani all’estero: tra luoghi comuni e identita’ nazionale

Le 10 cose che ci rendono italiani all'estero

In Italia tendiamo a non considerarci italiani come popolo, ma semplicemente degli individui particolari all’interno di un territorio preciso. All’estero invece il nazionalismo esplode e il nostro modo di essere è assolutamente un tratto distintivo che ci fa chiamare “Italiani” dal resto del mondo.

Certo gli stereotipi ci sono, ma almeno non veniamo più definiti per “mafia e spaghetti”. Oggi l’essere “caciarioni”, “gesticolanti”, e fobici per la moda sembrano essere caratteristiche più evidenti.

Negli anni trascorsi vivendo all’estero più volte mi hanno detto, ancor prima di presentarmi… “ah tu sei italiana!” e mi sono resa conto che tante piccolezze mi  (e ci) rendono assolutamente unici?

Volete sapere cosa rende un Italiano, assolutamente Italiano all’estero? Vai avanti e dimmi quante di queste cose fanno parte del tuo modo di fare, pensare ed essere.

1- L’italiano che parla urlando

Avete mai fatto caso alle conversazioni degli orientali? Si sospirano domande e risposte a 20 metri di distanza. Tu non riusciresti a capirli mettendoti a mezzo metro dal loro naso, loro invece comunicano così ad un capo all’altro di una stanza.

Noi italiani siamo l’esempio opposto: se in mezzo alla strada si sente all’improvviso un’improvvisa “caciara” e uno scambio di battute ad un volume così alto da passare quasi a livello “ultrasuoni”, quasi sicuramente stiamo per incontrare degli italiani (o un italiano che parla al telefono).

Il rumore fa parte delle nostre vite, forse siamo abituati a contrastare il frastuono delle nostre strade urlando sopra ad altri suoni, ma comunque, cambiando città e finendo all’estero… in luoghi più tranquilli, manteniamo il livello di voce tipico della litigata furiosa (anche se parliamo del latte da comprare).

2- La seconda conversazione: le mani

Parliamo con la bocca, ma ci facciamo capire con le mani. Non ci sono Santi: i nostri arti superiori non riescono proprio a stare fermi, è come se garantissero l’uscita dei suoni dalla bocca mantenendosi in movimento.

Una chiacchierata con un italiano può sembrare una sorta di rappresentazione teatrale… immaginate poi un colloquio di lavoro!

3- La “prossimità”

Credevo fosse un comportamento tipicamente romano, ma per alcune popolazioni europee, più fredde e distaccate, l’italiano non conosce le distanze tra persone vivendo in una costante prossimità.

Non si può fare a meno di toccare l’altro, per abbracciarlo salutarlo o anche solo per parlare. Il tocco di mano su una spalla o un braccio è una sorta di rafforzativo di ciò che si dice che purtroppo non a tutti piace.

4- Il look è un elemento fondamentale

Andiamo sullo scontato, ma se alle 7 del mattino portate i figli al bus della scuola e siete le uniche con un po’ di mascara e vestiti dai colori abbinati che non si schiaffeggiano (e non avete scarponi da trekking sotto gonne di chiffon) siete mamme italiane!

5- Il culto del caffé

Solo su questo potremmo discutere ore: per l’italiano il caffè è al bancone del bar, ma uscendo dai confini nazionali il bancone del bar scompare e appaiono caffè da asporto in bicchieri di cartone.

Non parliamo poi della versione caffè e latte: il cappuccino. Per gli italiani il latte va aggiunto al caffè entro le 11 del mattino!

E’ quindi usuale ritrovarsi a fare la parte degli integralisti che guardano con disgusto i bicchieri 0,5 lt di latte e caffé serviti per concludere un pranzo!

6- Applaudiamo all’atterraggio

Non ho idea del perché ci si ostini a mantenere questa usanza senza ne capo ne coda comunque l’aereo tocca terra e gli italiani cominciano un applauso di sfogo che getta nell’ilarità ogni non italiano!

Riusciremo prima o poi a toglierci questo marchio di dosso?

7- Il problema mance

La questione delle mance è veramente una questione culturale. Per noi italiani la mancia è qualcosa che si da per un servizio ricevuto, e più il servizio è buono più ti lascio. Se mi hai fatto girare i maroni non vedi una lira.

Immaginate che applicare questa filosofia qui in Repubblica Ceca, dove il servizio non è proprio come noi ce lo aspettiamo, ma ricco di sbuffate e occhi al cielo, nessuno prenderebbe mai una mancia.

Insomma la mancia non è un’opinione, va lasciata sempre in percentuali che cambiano da paese a paese (negli Usa le mance sono una parte importante del budget di una vacanza!) e, nella maggior parte dei casi va lasciata all’atto del pagamento (ache quando si paga con carta) e non sul tavolo o al cameriere.

8- Discutono sulla carbonara con guanciale o pancetta

La contrapposizione tipica tra guanciale o pancetta è un qualcosa che all’estero, dove chi prova a replicare la ricetta nel migliore dei casi usa il bacon (nel peggiore i wurstell), non ha ne capo ne coda.

E così le lunghe disquisizioni sull’applicazione della ricetta “originaria” hanno solo il sapore di siparietti tricolore, così come il fatto di schierarsi per Pandoro o Panettone, o ancora per Parmigiano Reggiano o Grana Padano.

9- Amano la famiglia

E lo vogliamo considerare un difetto? Preso nelle dovute misure assolutamente no, anzi qualche popolo dovrebbe imparare da noi l’amore per le nonne e per i Natali in famiglia con non meno di 20 persone!

Certo… il discorso dell’attaccamento alla famiglia finisce in quello sui Bamboccioni che quella famiglia non pensano proprio a lasciarla, ma vabbè non siamo tutti perfetti.

10- Malanni a non finire

L’apprensione per la salute sembra essere tutta italiana. Ci copriamo per paura degli spifferi, non usciamo di casa o non facciamo sport se fa freddo, abbiamo cervicale e mal di testa cronici… conosciamo ogni più piccola parte del corpo quando si tratta di trovare dolori.

Noi parliamo di attenzione, gli altri la vedono come eccessiva ansia… chi avrà ragione chi lo sa! Forse noi dovremmo stare un po’ più rilassati… e loro vestirsi invernali quando ci sono -10°. Il giusto alla fine è sempre nel mezzo.

Cosa ti fa urlare “quello è italiano!” quando sei in vacanza all’estero? *

E tu conosci altre caratteristiche che ci rendono unici italiani e ci distinguono, nel bene e nel male, da tutti gli altri?

Scrivi nei commenti a fondo pagina e scopriamo insieme quanto siamo singolari.

 

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About Agnese.C 495 Articoli
Ex agente di viaggio, lettrice compulsiva di ogni genere letterario (esclusi libri rosa), viaggiatrice seriale con la passione per penna e calamaio. Convertita al mondo 2.0 ho creato Viaggi Zaino in Spalla e ora perseguo il faticoso compito di convertire ai viaggi indipendenti e al fai da te chiunque passi per le mie pagine

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